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Periodo Taisho | Tokyo Kodokan
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Periodo Taisho (1912-1926)

Breve periodo di transizione durante il quale il nuovo imperatore Yoshihito, gravemente malato di mente, lascerà di fatto il controllo del paese nelle mani di  partiti politici ed organizzazioni militari.  Viene considerato un periodo di grande democrazia proprio per il formarsi, su modello occidentale, dei diversi partiti politici, l’introduzione del suffragio universale ed il conseguente allargamento della base decisionale a fasce sempre più ampie.

Il Giappone, stretta un’alleanza militare con la Gran Bretagna, era intento a  rafforzare sempre più la propria supremazia nel sud-est asiatico, occupando posizioni sulla costa cinese, in Manciuria ed in Corea ed imponendo a Pechino trattati svantaggiosi. Nel corso della prima guerra mondiale, che gli asiatici chiamano giustamente “guerra civile europea”, il Giappone estese i suoi possedimenti in Cina e successivamente, su richiesta dell’Inghilterra, occupò tutte le colonie tedesche nel Pacifico, neutralizzando così le potenti stazioni radio che vi erano state installate.  Le potenze occidentali favorirono sempre di più i giapponesi, soprattutto dopo la presa del potere in Russia di Lenin e dei bolscevichi, poiché il Giappone appariva come un baluardo naturale all’espansione sovietica. Su richiesta degli Stati Uniti, Tokyo inviò un contingente in Siberia che unitamente alle truppe inglesi e francesi consentì all’esercito cecoslovacco in rotta davanti ai bolscevichi di disimpegnarsi e rientrare.

 Al termine della guerra, alla conferenza di pace di Versailles il Giappone ottenne dalle potenze occidentali il riconoscimento della propria sovranità su tutti i territori asiatici occupati, confermando così la propria supremazia nel continente. Unico smacco fu il non riuscire ad ottenere il riconoscimento dell’uguaglianza razziale dei giapponesi, che avrebbe aperto le porte all’emigrazione in Canada, Stati Uniti ed Australia dove le leggi razziali impedivano libero accesso agli asiatici. Questo persistente razzismo sarà la molla che indurrà in seguito i giapponesi a ritenersi il paese scelto dagli dei per affrancare i popoli asiatici dal predominio occidentale.