SHISEI

Mantenere il corpo in una atteggiamento corretto ed equilibrato è essenziale per una giusta impostazione del Judo. La posizione deve essere stabile ma consentire spostamenti veloci, non affaticare e rispettare la fisiologia articolare in modo da non indurre vizi posturali. Chi osserva una delle fotografie del fondatore, scattate mentre eseguiva qualche dimostrazione, può constatare come anche in tarda età Jigoro Kano conservasse una postura impeccabile, da far invidia a molti giovani judoka.

La posizione fondamentale del Judo è quella naturale, a gambe aperte, chiamata shizen-hon-tai. La distanza tra i piedi è pari alla larghezza delle spalle, 30-40 cm, con il peso spostato verso la parte anteriore del piede in modo che i talloni sfiorino soltanto il terreno. Le gambe debbono essere rilassate, impercettibilmente flesse al ginocchio per conservarne la mobilità. L’addome sarà rientrato, con il centro di gravità ben all’interno della base di appoggio. La respirazione addominale contribuirà ad abbassare il baricentro concentrando la forza nel tanden. Il busto risulterà eretto con le spalle diritte e rilassate, la testa verticale e lo sguardo rivolto in avanti. Con un costante esercizio si riuscirà ad assumere la posizione in modo naturale, senza contrazioni muscolari che ne indebolirebbero l’efficacia. Dalla posizione fondamentale avanzando con la gamba destra o con la sinistra si potranno assumere rispettivamente le posizioni di migi-shizen-tai e hidari-shizen-tai. L’apertura delle gambe rimane la stessa di quella di partenza ed il busto continua a rivolgersi in avanti.

Shizen-hon-tai                                    Migi-shizen-tai                                  Hidari-shizen-tai

Esiste anche una posizione cosiddetta di difesa, jigo-tai, nella quale si ottiene una maggior stabilità allargando la base di appoggio fino ad una volta e mezza – due volte la larghezza delle spalle e piegando fortemente le ginocchia. La maggior solidità della posizione si ottiene però al prezzo di una minor mobilità. Anche da questa posizione avanzando di un passo, proporzionalmente più ampio, con la destra o la sinistra si può assumere migi-jigo-tai e hidari-jigo-tai. Controllare che il passo sia eseguito in avanti e non in senso circolare e che il busto continui ad essere rivolto in avanti.

Nel pensiero del fondatore questa posizione doveva essere impiegata solo occasionalmente, per difendersi da un attacco o per preparare alcune tecniche. Già dopo breve periodo però lo stesso Kano lamentava il diffondersi del vizio di combattere costantemente in posizione di difesa: la scarsa mobilità della posizione rende possibile effettuare solo alcune tecniche a partire da jigo-tai, impoverendo così il bagaglio del judoka.

Jigo-tai                                             Migi-jigo-tai                                Hidari-jigo-tai